Mi hanno intitolato una sala. Biblioteca pubblica, salone centrale.
Dovrei sentirmi onorato, ma non riesco a godermela del tutto: detesto questo tipo di onorificenze, e poi le mie spoglie sono già sotto terra da un bel po'. Ovviamente, non lo hanno fatto quando avrei potuto rispondergli a dovere, visto che nessuno mi filava di striscio. Nemmeno per un'opinione o una presenzucola al più insignificante degli eventi. Oggi i ragazzi vengono qui a studiare, vedono questa sequenza di lettere d'ottone appesa al muro e si fanno l'idea che io sia stato un fior di intellettuale servito e riverito, una celebrità dell'epoca. Invece, no.
Ho passato buona parte della mia vita da semi-recluso, a scrivere libri che nessuno voleva mai leggere e tantomeno pubblicare. Anzi, mi davano dello scandaloso, del blasfemo, dell'artista da strapazzo, giudicavano le mie opere "scartafacci"... e poi, vent'anni dopo quello stupido incidente, o forse anche grazie a quello stupido incidente, cambiati gusto clima e idee della gente, eccomi trasformato in talento inespresso, poeta incompreso, martire della letteratura contemporanea. Fanno convegni dove la gente si commuove solo a sentirmi nominare, si scodellano mie citazioni per giocare a fare i raffinati e fra i piedi c'è pure una casa editrice di luridoni che fa soldi a palate con i diritti sui miei lavori, recuperati tramite azzeccagarbugli.
Loro, però, non sanno che c'è dell'altro: poesie, racconti e pensieri scritti su tanti fogli sparsi, che avevo nascosto nel cassetto a doppio fondo della mia scrivania. Ora staranno marcendo chissà dove, in qualche soffitta o nello studio di qualche intellettuale imbolsito, e mi dispiace non poterli andare a tirar fuori. Forse, però, è meglio così, visto l'uso che ne fanno: tanto, anche se li trovassero ci capirebbero poco, e finirebbero in mano a fior di farisei pronti a sdilinquirsi sul mio "eclettismo" e a etichettarmi come "geniale precursore delle principali correnti letterarie che sarebbero fiorite di lì a breve". Chissà, magari mi son anche già guadagnato due paragrafi in qualche burocratico manuale di letteratura, croce di qualche studente universitario al terzo anno.
Ora dimoro in questa biblioteca pubblica da semplice spirito inquieto, come tutti gli altri che ci sono in giro (lo so che esistono, anche se non posso vederli). Perché se la gente DICE che dopo la morte "un autore continua a vivere nelle proprie parole", non è che debba per forza finire tutto lì. Da qualche parte dobbiamo pur saltar fuori, e non funziona proprio come diceva Dante. È un poco diverso, il meccanismo non l'ho capito bene nemmeno io. Una specie di contrappasso ci deve essere per forza, altrimenti non mi sarei ritrovato qui a guardare questi stupidi caratteri metallici (la "c" e "a" del mio cognome sono leggermente storte, la "d" è un po' ossidata) stampati sulla parete. Non so se questo faccia parte di uno speciale purgatorio riservato agli scrittori: ad ogni modo, chi ha deciso tutto questo - perché è impensabile, che una cosa così sia frutto del caso - l'ha escogitato proprio bene, e non posso nemmeno negare che abbia un certo gusto per lo humour. Unica cosa, dubito che sia il paradiso, me lo sono sempre immaginato molto più bello di così.
Sono uno spirito, e in teoria potrei prendere e andarmene dappertutto, ma non saprei proprio dove, e per quale ragione. Inoltre, la mia presenza avrà un perché, anche se non lo capisco: ci sarà ben un motivo per cui sono diventato il custode onorario del mio nome che hanno appeso lì, probabilmente perché ero nelle grazie di qualche politicante imbecille.
Nnon posso fare nulla per cambiare le cose, non posso prendere carta e penna e mettermi a scrivere, l'unica cosa che saprei fare bene. Non posso fare null'altro, posso solo vagare per l'aria di questa stanza davanti a queste lettere, magari sperando che non diventino più storte di così.
I'd suggest: David Bowie - Space Oddity
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se mai avrò tempo e voglia per degnarmi di lasciare delle ultime volontà, per prevenire la piaga del successo postumo, lascerò scritto a chiare lettere di non intitolarmi MAI UN CAZZO DI NIENTE (men che meno vie o piazze). e divieto assoluto di presenza in antologie scolastiche dei miei coyotes... claro? :D
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